Quanto sei bella Roma mia…

Bistrattata, celebrata, svilita ed esaltata…. Da sempre nel cuore di chiunque ci metta piede… E’ lei la mia meravigliosa città. Roma. Solo a pronunciarne il nome viene istintivo un senso di rispetto e di grandezza. La città dove tutto ebbe inizio. La città il cui nome ovunque lo si pronunci nel mondo, suscita un immediato senso di ammirato stupore “really? Rome? that Rome?”…. Si, quella Roma. Quella grande città che non è solo un agglomerato urbano pieno di storia, ma io la definirei un modo di essere.

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Chi crede di conoscere i romani e Roma, pensa che dietro al modo un pò sborone di essere, dietro alla calata troppo rilassata, ai modi sbruffoni e gigioneschi di noi romani, ci sia solo arroganza e poca sostanza. E mai giudizio fù più superficiale e poco concreto. Quei modi che sembrano arroganti in verità sono frutto di secoli e secoli di abitudine a tutto. Un modo particolare ed unico, che solo chi qui ci è nato e ci vive da sempre può capire: siamo stoici. Rilassati anche davanti ai disastri. E buttiamo in confusione ogni sensazione in apparenza… ma è solo un modo furbo e storico di prendere tempo. Per capire, per studiare per reagire al meglio. Perchè noi siamo figli di una città che ne ha viste di tutti i colori, che ne vede ogni giorno di ogni genere. Siamo figli del caos e della meraviglia, siamo abituati a vedere la tragedia in una cornice di tale magnificenza da lasciare confusi ed intimoriti solo a guardarla. E quindi come tali, siamo abituati a mascherare con voce alta e arroganza apparente quel momento esatto in cui, lucidi come spade, riflettiamo dentro… e arriviamo a meta.

Se ti svegli una domenica mattina e decidi di girare questa meravigliosa città, immediatamente ti accorgi che qui sei in un posto che puoi solo cercare di guardare, ma che non riuscirai mai davvero a capire se non la vivi. Esci in mezzo al traffico, ai clacson, al vecchietto con il cappello che guida a 20 all’ora ed alla miriade di motorini che ti passano a destra e sinistra. E giri per i quartieri che cambiano come fosse un film con mille trame, tutte diverse, ma tutte complementari. E tutte tremendamente intriganti ed affascinanti.

Io vivo a Roma Nord, zona bella, residenziale, elegante. Ma che dietro all’angolo di qualche via più piccola, si trasforma di colpo in un ghetto pieno di ogni genere umano, di colpo l’eleganza diventa un piccolo mondo pieno di ogni etnia, e poi di nuovo, dopo la curva, palazzi eleganti, signore profumate, cagnolini trattati come principi…. E andando verso il centro, il verde accompagna le strade. Perchè Roma è una città piena di verde. A dispetto di tutti. E se ne ammanta sorniona, come una signora sapiente, diventa di colpo raffinata e profumata.

In pochi minuti si arriva a Ponte Milvio, oramai regno incontrastato dei teen ager che la sera girano tra i mille locali che in pochi anni hanno aperto. La piazza si riempe di gente, di ragazze che sembrano donne e donne che sembrano ragazze, in una trama sempre uguale, tutte le sere… E di li sul Tevere, con il suo Ponte un tempo sede dei lucchetti degli innamorati, che un qualche sindaco stolto ha pensato bene di togliere non si è mai capito il perchè… probabilmente perchè non era innamorato e vedere tanto amore esposto lo infastidiva…. E in pochi minuti si susseguono meraviglie… Costeggiare il Tevere vuol dire vedere un panorama pazzesco.. Basiliche, palazzi, cupole e chiese e ponti… e, un clima che davvero potrebbe essere stato inventato per lei, per questa città opulenta ed immensa: un cielo blu che ti toglie il fiato, il Tevere che “sbrilluccica” come diciamo noi, i palazzi che raccontano 20 secoli, la gente colorata… E il Cuppolone (con due p, senza sconti), magnifico e vincente, immoto eppure mobile, e Castel Sant’Angelo, con il suo Angelo dalla spada sfoderata, li da sempre, ed il Ponte degli Angeli, di una bellezza contro il fiume da levare il fiato ogni volta che la si guarda…..

E poi Trastevere, con gli angoli nascosti, e poi dall’altro lato del Tevere, il Campidoglio, il Teatro Marcello, il Vittoriale che qui chiamiamo Macchina da Scrivere, che non ci è mai piaciuto troppo, ma qui a Roma amiamo anche quello che in fondo non ci piace troppo…. E, di colpo si intravede lui, il Colosseo…. Una delle caratteristiche del Colosseo è che, oltre ad essere immenso, da qualsiasi punto di vista lo si guardi, è quella di apparire all’improvviso dalla prospettiva di un vicolo, dall’angolo di una piccola stradina. Di colpo lo vedi. E ogni volta te ne innamori perdutamente. E ricordi con doloroso stupore che tu passerai, ma Roma sarà sempre li, con lui. A guardare la vita scorrere negli altri. Invincibile.

Un tramonto a Roma? Roba da perdere la testa. Scorci di cielo con ogni tono di rosso e rosa e viola. Che appaiono dalla terrazza del Pincio, affacciata su Piazza del Popolo e con visuale che si perde nelle cupole meravigliose in ogni angolo. O dal Gianicolo, con le spalle al Fontanone, lasciando che lo sguardo si perda mille volte su quel panorama incredibile ed irripetibile. O ancora dal Parco del Aranci, dove si confonde la bellezza con la grandezza. Ed anche sulle sponde del Circo Massimo, con il profilo del Palatino che si staglia contro un cielo che non potrete mai trovare altrove.

E poi i vicoli dietro Campo de Fiori, la magnificenza di Piazza Navona, la magia del Pantheon, l’orgoglio di Trinità dei Monti…. E Testaccio, con i suoi locali ed il Monte dei Cocci, con la gente che non trova mai la strada di casa, a nessun orario. Perchè quando giri per Roma di notte hai sempre un perchè per non rientrare. E ti perdi e ti innamori, e ti senti stranamente a casa tua pur se sei straniero… Perchè Roma ha un cuore grande, capace di farti sentire al posto giusto anche quando non lo sei.

E un aperitivo alla Pace o il bicchiere della staffa, dove la gente che gestisce i locali è sempre la stessa da 30 anni, e sai che, anche se sei solo, vai a farti un giro a Tor Millina, e qualcuno da incontrare c’è sempre… E se lo incontri non c’è formalità. A Roma “ce se vede ‘n centro”… e centro vuol dire tutto. E quando incontri qualcuno non importa se lo aspettavi o se c’è capitato. “ce bevemo na’ cosa?” vuol dire “ciao, benvenuto” e anche questo è essere romano. E vivere in una città che raramente lascia solo qualcuno.

E di domenica mattina se ti girano le scatole, puoi sempre fare una scappata a Porta Portese, e perderti tra i banchi, sentendo i venditori che si inventano di tutto pur di vendere, e i romani che lo sanno, ma continuano ad andarci e a comprare. Perchè a noi ci piace in fondo farci prendere in giro da quelli come noi.

Roma e le buche, e la politica, ed i palazzi dentro ai quali si consuma la vita del popolo italiano. Ma dove quella storia si è scritta e si è fatta. Sempre nei secoli, a dispetto di tutto e di tutti. Ed è per questo che Roma la si può criticare mille e mille volte. Ma si ama anche quando si pensa di odiarla. Perchè una sola cosa resta vera: quanto sei bella Roma mia. Quanto sei unica. E, da 2800 anni, sei e resti, la più bella e grande città del mondo intero…. e io non smetto ne oggi ne mai di perdermi in te, nella tua follia, nel tuo essere senza possibilità di errore la Mia città.

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