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Resilienza, resistenza o… incoscienza

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E, mentre il mondo tra un missile tirato a caso ed una guerra senza ragione di essere va avanti, il nostro Paese si riprende più o meno dal biennio pandemico che ha sconvolto le nostre vite.

Una serie di eventi che hanno letteralmente travolto le nostre quotidianità, sconvolto tradizioni ed abitudini, cambiato radicalmente il modo di vivere e di pensare. E, in tutto questo, il nostro settore, il nostro lavoro, è rimasto in mezzo, prima sovrastato dall’immobilità forzata imposta dalle nostre leggi più restrittive e costrittive che altrove, poi un pò stranito ha ripreso ad affrontare situazioni mai vissute prima, compagnie aeree che di colpo fanno il bello ed il cattivo tempo, annullano voli, perdono di vista il concetto “rimborso”, e, ultimo dettaglio ma non ultimo in ordine di gravità, il rincaro incontenibile di ogni cosa, quote sharm a capodanno da far impallidire, pochi posti, pochi voli e prezzi indecenti e fuori da ogni precedente pessimismo cosmico.

Abbiamo vissuto una estate che in alcuni aspetti ha sfiorato il paradosso…. Gente in fila per partire, tutti sovraccarichi di entusiasmo represso, affamati di viaggio, pronti ad andare ovunque, e noi qui, desolati per mancanza di posti, per problemi di voli, per lentezza di risposte dai tour operator. Come dire : il pane ci sarebbe pure… ma i denti sono definitivamente a pezzi.

Per non parlare dei nuovi mostri: gli estratti conto di ultima generazione. Ora più che mai fai un preventivo, sorridi al cliente con tutta la tua capacità persuasiva, lui ti chiede 24 ore di tempo, e tu stai sveglio la notte perchè già sai che il giorno dopo, il prezzo “dinamico” ( o impazzito dico io), non sai mai quali sorprese ti riserverà. E la cosa certa è che non sarà mai una sorpresa a tuo favore… a volte penso che se davvero il prezzo fosse “dinamico”, dovrebbe fluttuare in alto o in basso, in base alla richiesta del momento… che potrebbe anche essere miracolosamente più conveniente del giorno prima. E invece il “dinamico” è sempre ” in rialzo”. Mai una gioia. Mai una volta che questa “dinamicità” sia a nostro favore. E poi, tu leggi xyz, il tuo contratto parla di commissioni al 12% e, arriva lui. L’estratto conto. Questo misterioso elemento che riporta una serie di voci, di anno in anno più numerose, e di anno in anno più misteriose. E, quella commissione al 12%, di colpo ti accorgi che non arriva ad un 7% vero. Fai e rifai i conti anche usando le dita della mano, come quando eri bambino, ma niente da fare, sono proprio pochi soldi quelli che ti spettano. E allora leggi. E ti avveleni la giornata.

Voci sempre più criptiche tipo “oneri da valuta e da carburante”, “spese gestionali”, “tasse aggiuntive”, e non so quale altra misteriosa dicitura. Le mitiche Quote di Iscrizione, che sono sempre più alte. Ci manca solo che scrivano “spese tanto per guadagnare di più ” e poi siamo a posto…. E di tutto questo, niente, e dico proprio NIENTE, è commissionabile. E, mentre smoccolando inizi a stampare i documenti (che nel 90% dei casi DEVI STAMPARE TU e, soprattutto lo devi fare A TUE SPESE), ti inizi a chiedere per quale strana ragione ami tanto questo lavoro. E quando arriva il conto del toner e della carta, sei costretto a chiederti anche se per caso sei così stupido da continuare a farlo.

Ora so già che queste mie dichiarazioni mi costeranno l’esclusione dai prossimi 10 anni di fam trip di qualsiasi operatore, per carità, sono preparata, visto che sta diventando una abitudine alla quale mi sto anche rassegnando, ma io dico una cosa…Chi come me, ha anni ed anni di esperienza, si ricorda bene una cosa: le quote di iscrizione erano una forma per sostenere in parte i costi amministrativi del tour operator, ma soprattutto coprivano le spese gestionali e di emissione di documenti, i gadget e via dicendo. E tu le pagavi perchè erano comprensibili e, tutto sommato accettabili. Ma ora, dopo i litri di toner e le infinite risme di carta che hai dovuto comprare, dopo i nervi quotidiani per stampare, sistemare, confezionare di documenti di viaggio, non viene pure a voi l’idea di dire “ma queste quote di iscrizione, perchè non dovrebbero essere commissionabili al 50% in caso di stampa di documenti a nostro carico?”… O siamo proprio del tutto succubi e zitti davanti a qualcosa che davvero ha poco senso di essere. Viva la faccia di quei pochi tour operator che ti fanno scegliere tra i documenti in originale con quote totali o digitali con quote ridotte. Almeno ti danno il diritto di scelta…

Di fatto ogni giorno penso che sono così tante le cose davanti alle quali si dovrebbe avere una coscienza comune, la voglia di risolvere e migliorare, il dovere di rispondere alle sollecitazioni, che non si finirebbe mai di sistemare… Ma poi mi rendo anche conto che il nostro settore è fatto di gente distratta e pigra. E che sono tutti daccordo sulla carta a dire che ho ragione. Ma poi due balletti ed una serata e tutti sembrano amici. Dimenticando che i rischi di impresa sono reciproci, non solo a nostro carico. E che un tempo, alle parole “ago della bilancia” ovvero ciò che noi dovremmo ricordarci di essere, ci siamo emozionati e ci siamo sentiti fieri ed orgogliosi di essere parte di qualcosa di nuovo che ci faceva sentire entusiasmo e spirito di squadra. Ma c’era il lock down, il covid…e non si lavorava… Forse dovremmo pensare che noi agenti di viaggio abbiamo tempo di ritrovare la nostra coscienza solo in quelle condizioni?

Resilienti, resistenti o… solo incoscienti? Riflettete gente… io non sarò invitata ai prossimi fam dei prossimi anni per queste parole probabilmente. Ma …non sono ne sarò mai incosciente. Buon lavoro gente. Ricordiamo più spesso chi siamo e quanto valiamo.

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